Fondazione Sella: un viaggio nell’archivio più entusiasmante di foto di montagna

Non poteva essere meno entusiasmante ed emozionate di come me la immaginassi la mia nuova visita alla Fondazione Sella di Biella. Una conferma del ricchissimo patrimonio iconografico che non mi delude mai, nonostante le mie numerose visite.

La Fondazione custodisce, fra gli altri, il fondo di Vittorio Sella, il principale riferimento per la fotografia di montagna: il suo lavoro dedicato alle Alpi è costituito da oltre 1000 fotografie scattate tra il 1880 e i primi del ‘900. Inoltre, sempre dedicate alle Alpi, ma anche alle spedizioni extraeuropee alle quali Sella partecipò a partire dal 1889, sono presenti 5000 lastre e pellicole.

Vittorio Sella oltre ad essere stato un forte alpinista è stato un grande fotografo con la particolarità di lavorare con camere di grande formato fino al 30×40 cm. La sua produzione di altissima qualità ha ispirato generazioni di fotografi e alpinisti che hanno utilizzato le sue fotografie per comprendere meglio le possibili vie di salita a montagne ancora inviolate, oltre naturalmente al loro valore scientifico, basti pensare all’utilizzo delle sue fotografie per la produzione di confronti fotografici. L’utilizzo di lastre di grande formato, infatti, permette l’alto potere risolutivo e quindi l’osservazione di dettagli e la possibilità di realizzare altissimi ingrandimenti e stampe di notevole dimensioni. Di impareggiabile valore le sue fotografie panoramiche realizzate grazie alla produzione di più scatti parzialmente sovrapposti che permettono una visione d’insieme di un paesaggio dalla vetta di una montagna, come la sua famosa panoramica a 360° dalla vetta del Cervino che proverò a ripetere durante la spedizione “Alpi 2020”. Mi emoziono al solo pensiero di poter ripetere quell’avventura fotografica.

Ma la permanenza all’archivio di Biella non è stato solo un viaggio nelle fotografie di Vittorio Sella. Ho visionato anche le fotografie di Emilio Gallo e soprattutto ho iniziato a visionare il fondo di Agostino Ferrari, composto da oltre 100 album. Ferrari è stato direttore della rivista del Club Alpino Italiano tra fine ’800 e i primi del ‘900 e ha collezionato le fotografie che i vari fotografi gli spedivano per essere pubblicate sulla rivista, raccogliendo così un fondo di 40.000 fotografie di cui 35 mila dedicate alle Alpi.

Mi aspetta dunque un lungo lavoro di selezione e sicuramente dovrò tornare nuovamente alla Fondazione per proseguire il lavoro per diversi giorni.

Di seguito il video e una selezione di immagini di backstage

 

 

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