Il Campo Base del K2 e il ghiacciaio Godwen Austen

21082009-fab_2231_confrontoArriva la prima neve, e siamo quindi costretti a rimandare la nostra trasferta al Campo Base del K2; le condizioni meteo stanno rapidamente peggiorando, e non riusciremmo sicuramente a realizzare le fotografie di Sella e i rilevamenti al Memorial. Da misurazioni precedenti e da paragoni fotografici sembra che 100 anni fa il ghiacciaio Godwin Austen si trovasse quasi alla stessa altezza del Memorial, piccolo contrafforte roccioso, cimitero e luogo della memoria per tutti gli esploratori che hanno perso la vita sul K2 o sul Broad Peak.


Il giorno successivo la sveglia è sempre alle sei; esco dal mio sacco a pelo, la pressione è bassa e il termometro segna -7°C. Fra a me e me sospetto che anche oggi sarà brutto tempo; invece, non faccio in tempo a tirare fuori la testa dalla mia tenda che la luce solare mi acceca! Contrariamente a quanto mi aspettavo il tempo è buono, a parte qualche sospetta nuvolaglia sul Payu Peak. Chiamo subito Pino, Paolo e Hassan e in fretta prepariamo tutto il necessario per i due giorni necessari per il viaggio di andata e ritorno per il Campo Base del K2. Il dislivello da superare è contenuto, dai 4.650 metri di Concordia ai 5.050 metri del Campo Base, ma il percorso è lungo quasi 12 km. Rallentati dalle innumerevoli morene, impieghiamo 7 ore per coprire il tragitto. Appena arrivati montiamo le nostre tende e aiutiamo i nostri portatori a costruire un riparo con i massi che permetterà a tutti di mangiare,  e sarà per loro rifugio dove passare la notte.

Nel frattempo le condizioni metereologiche tornano a peggiorare: durante la notte cadranno circa 30 cm di neve! Le condizioni meteo sono veramente avverse, nevica e tira vento ma nonostante tutto la mattina seguente riusciamo ad effettuare i rilievi topografici, nell’area del Memorial, sia tramite GPS, sia con la fettuccia metrica per i rilevamenti da utilizzare come backup; i dati raccolti saranno poi post-processati e integrati in ambiente GIS (Geographic Information System) con quanto già raccolto e studiato dal Prof. Smiraglia.

Successivamente, sempre con l’aiuto di una riproduzione di un’immagine di Vittorio Sella, mi allontano dal Memorial diretto verso il luogo dove nel 1909 il Duca degli Abruzzi aveva fissato il Campo Base. Come già rilevato nell’alto Baltoro, noto subito che i cambiamenti non sono così rilevanti; dopo aver girovagato fra le morene ritrovo il punto esatto. C’è però qualcosa che non va: il punto di vista è sicuramente quello giusto, ma per realizzare lo stesso scatto mi dovrei alzare di qualche decina di metri. Questo probabilmente significa che il ghiacciaio in questa zona si è abbassato rispetto al passato. Purtroppo il tempo continua a peggiorare, quindi dopo aver realizzato gli scatti necessari torno velocemente al campo per organizzare il ritorno.

Torniamo a Concordia dopo aver camminato sotto fitte nevicate, appena in tempo per una grandiosa schiarita: le nuvole si allontanano e ci regalano uno splendido tramonto, con una luce cristallina ovviamente da immortalare.

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2 commenti su “Il Campo Base del K2 e il ghiacciaio Godwen Austen

  1. Le foto raccontano un’esperienza fantastica e oltre a quella presentano un paesaggio stupendo! A quanto vedo le temperature sono piuttosto basse.Buon ritorno e per la centesima volta C-O-M-P-L-I-M-E-N-T-I ! saluti Marcella Legnani.

  2. …N°11…
    n°13..n°20..ecc,ecc..

    SENZA PAROLE!!!

    (commenti tardivi, ma nn sempre si riesce a scrivere
    sotto l’impatto dell’emozione,
    e poi si ritorna a guardare e a guardare e
    a leggere e leggere,
    e foto e report sembrano sempre nuovi)

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