La genesi dei continui sali e scendi del Baltoro

img_5870_copertinaRispetto alle dimensioni del paesaggio a cui si è abituati normalmente, l’area del Baltoro lascia con il fiato sospeso; fatta salva la lunghezza di circa 60 Km (quinto ghiacciaio al mondo per lunghezza) anche la sua dinamica lascia del tutto sorpresi rispetto a quanto osservabile normalmente sulle Alpi nostrane o sui normali testi scolastici; oltre ai classici crepacci e morene, qui possiamo infatti osservare varie forme geomorfologiche (vele, funghi, coni di ghiaccio etc) . Tra i numerosi trekker che abbiamo potuto incontrare lungo il nostro percorso, alla domanda “Com’è il percorso e quanto tempo è necessario per la tappa successiva?”, rispondevano sempre: “Very far – up and down” (“Molto distante, con molti sali e scendi”), ma a prescindere dalla distanza, da dove si originano questi continui sali e scendi?

Visto dall’alto il ghiacciaio sembra scendere verso valle con le sue morene e le sue lingue di ghiaccio come un’autostrada a tante corsie; tuttavia, addentrandosi al suo interno, si nota subito come la sua dinamica sia legata, tra l’altro, alla continua formazione e disfacimento di enormi coni di ghiaccio, ricoperti di detrito. Il detrito, proteggendo il ghiaccio dall’ablazione, crea dei coni di ghiaccio in rilievo rispetto al paesaggio circostante; quando la pendenza di tali coni aumenta oltre un certo angolo, il detrito scivola lungo i fianchi esponendo nuove parti di ghiaccio alla radiazione solare, portando al disfacimento del cono di ghiaccio; contemporaneamente, però, proprio a partire dalla copertura detritica derivante dal disfacimento del cono, prenderà vita un nuovo cono di ghiaccio ed il ciclo ricomincia.

Quando sulla superficie del detrito, invece, sono presenti grossi massi, avremo la formazioni dei famosi funghi di ghiaccio, anche questi legati ai processi di ablazione differenziale tra la parte di ghiaccio esposta alla radiazione solare e quella protetta dall’ombra del masso. Sono proprio queste forme, ed in particolare gli enormi coni di ghiaccio a rendere il percorso molto faticoso e ricco di up and down.

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2 commenti su “La genesi dei continui sali e scendi del Baltoro

  1. Molto interessante!
    Complimenti per il lavoro che state facendo e per i continui aggiornamenti sia di avventura che di scienza, vi leggo quasi ogni giorno cercando di immedesimarmi nell’ambiente che descrivete cosi’ bene.
    Buona via del ritorno allora!

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