Seconda panoramica a Concordia

panoramica_terzano_concordia_confrontoIl 13 agosto è una giornata da ricordare: oltre ad aver raggiunto un’altro luogo mitico, abbiamo anche raggiunto la vetta Terzano, una tappa importante per il progetto ad una quota di quasi 5.500 metri! Certo, a confronto con i colossi che ci circondano, tutti oltre i fatidici “ottomila” come il K2 o il Broad Peak, la nostra vetta appare modesta. Eppure, la difficoltà tecnica e l’importanza del luogo ci hanno regalato un gusto del tutto particolare.



Partiamo dal campo base di Concordia alle 2:00, nel cuore della notte, con i nostri tre portatori d’alta quota e con Ghulam Hassan, la nostra guida alpina. Per tre ore attraversiamo un paesaggio irreale, illuminato dalla luce lunare, per raggiungere alle 5:00 la base della montagna. Poco prima abbiamo contattato via radio Rassul, il nostro cuoco che è rimasto al campo, per comunicargli che iniziavamo la salita verso la vetta e dargli appuntamento per il prossimo contatto alle 7:00.

Prima di avviarci effettuiamo delle riprese con Paolo Aralla, che per realizzare il documentario della spedizione ci segue ovunque meticolosamente. Poi, via lungo il ripido pendio, per la lenta e faticosa ascesa verso la cima. Raggiungiamo la sella dopo lunghi traversi su ghiaioni molto ripidi e alcuni salti di roccia improteggibili. Ormai solo una parete rocciosa ci separa dalla vetta, una parete che si rivela molto esposta e ugualmente improteggibile; Ghulam però riesce a superarla agilmente per fissare una corda che ci permette di proseguire in sicurezza.

Alle 11:30 siamo in vetta, stanchi ma felici per essere riusciti a raggiungere un altro luogo mitico nella storia delle esplorazioni di questi luoghi. Siamo letteralmente commossi, in contemplazione del panorama mozzafiato: da questa stessa vetta Massimo Terzano ha realizzato, ottanta anni prima di noi, una splendida immagine panoramica a 270° del circo di Concordia, utilizzata tutt’oggi dai glaciologi per studiare la dinamica dei ghiacciai, anche in relazione ai cambiamenti climatici.

Oggi siamo arrivati fin qui per questo stesso fine, per ripetere questa importante immagine e poterla offrire alla comunità scientifica per migliorare la nostra comprensione dei meccanismi che guidano la vita dei ghiacciai. Lentamente, faticosamente, comincio ancora il rito delle riprese fotografiche con la Linhof Master Technika; scelgo lastre 4×5 pollici e inizio a scansionare l’orizzonte realizzando bracketing di tre immagini per ogni inquadratura del mosaico, per essere certo di ottenere l’esposizione corretta.

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