Sulle tracce dei ghiacciai: in partenza il 25 luglio la pre-spedizione “Alpi 2020”

Monte Bianco, Monte Rosa, Bernina (versante italiano) e Ortles-Cevedale. Sono questi i massicci montuosi su cui per tre settimane si concentrerà la pre-spedizione “Alpi 2020”, partita il 25 luglio.

“Ci aspettiamo di trovare una particolare evidenza dell’effetto dei cambiamenti climatici sull’intero arco alpino” dice Fabiano Ventura, direttore del progetto Sulle tracce dei ghiacciai. “Sulle Alpi, il collasso delle masse glaciali è particolarmente rilevante. Secondo le più recenti ricerche scientifiche dalla metà dell’800 a oggi i ghiacciai alpini hanno perso il 60% della loro superficie e ogni anno si misurano arretramenti delle fronti di decine di metri e riduzioni di spessore molto significative anche a quote elevate”.

I ghiacciai dell’arco alpino costituiscono dunque un archivio preziosissimo per fare il punto sulla situazione del cambiamento climatico. Per questo motivo e per la grande mole di materiale fotografico storico disponibile sulle Alpi si è resa necessaria l’organizzazione di una pre-spedizione “Alpi 2020”.

Sarebbe impossibile infatti ripetere in una sola spedizione i numerosi scatti dei fotografi storici che hanno immortalato i ghiacciai dell’arco alpino.

La scelta dei gruppi montuosi è arrivata a seguito di un lungo lavoro di ricerca iconografica che Fabiano Ventura ha svolto nei mesi scorsi negli archivi fotografici della Fondazione Sella a Biella e del Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi”, della Galleria d’Arte Moderna e del Comitato Glaciologico Italiano, a Torino e del Fondo Brocherel-Broggi in Valle d’Aosta. Tutti e cinque gli archivi custodiscono infatti foto storiche relative ai gruppi montuosi più importanti delle Alpi occidentali.

Fabiano Ventura ripeterà, al Monte Bianco (sui ghiacciai del Miage e del Prè de Bar, della Brenva) e al Monte Rosa (ghiacciai del Lys e Belvedere) le foto di Vittorio Sella (che ha dedicato alle Alpi oltre 1000 fotografie scattate tra il 1880 e i primi del ‘900), Mario Gabinio (fotografo e alpinista di fine ‘800) e Jules Brocherel.

In Valtellina Fabiano ripeterà gli scatti di Alfredo Corti, scienziato, alpinista, nonché maggiore esploratore della Alpi valtellinesi e Ursus Wehrli i cui archivi sono custoditi rispettivamente dal Cai Centrale di Milano e dal Cai Valtellinese. Proprio in Valtellina il team visiterà, insieme a Riccardo Scotti del Servizio Glaciologico Lombardo, il Ghiacciaio della Fellaria dove Il geologo ha posizionato delle fotocamere fisse per realizzare dei timelapse con l’obiettivo di analizzare il processo di arretramento del ghiacciaio.

La squadra di questa pre-spedizione “Alpi 2020” sarà composta da 6 persone: insieme a Fabiano Ventura, fotografo e direttore del progetto, partiranno due filmaker, Federico Santini e Marco Pavana, due geologi, Riccardo Scotti e Andrea Bavestrelli, e un il collaboratore tecnico, Marco Manni.

Come le precedenti spedizioni sarà coinvolto il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano.

Continua anche per Alpi 2020 il sostegno di Enel Green Power, la business line del gruppo Enel che opera nel settore delle energie rinnovabili. L’azienda, impegnata in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici ha scelto di confermare il sostegno al progetto rinnovando la collaborazione avviata sin dalla prima spedizione del 2009 riconoscendone l’alto valore scientifico e divulgativo.

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