Arrivederci, Karakorum!

13082009-fab_1850Eccoci ancora a Skardu, dopo un mese passato tra i ghiacciai e dopo avere percorso circa 200 km a piedi ritroviamo i luoghi da cui siamo partiti. Dalla finesta dell’albergo che si affaccia sulla valle dell’Indo sono tanti i ricordi che tornano alla mente; devo ammettere che alla partenza mille incognite agitavano i miei pensieri, l’alta quota, il cibo, l’acqua, il freddo, la convivenza con persone che non conoscevo. Alla fine, invece, il bilancio che traggo da questa esperienza è decisamente positivo, e ricco di soddisfazioni.

Seguire la spedizione di Fabiano mi ha fatto scoprire posti e persone che non mi aspettavo assolutamente, a partire dalla vetta Terzano (5400 metri), forse poca cosa in confronto alle mitiche vette da 8000 metri che ci circondavano, ma per me è stato un bel traguardo. Il K2, beh… arrivati a Concordia volgi lo sguardo verso sinistra e trovi questa immensa piramide di roccia e neve costruita dalla natura che ti ipnotizza e ti conquista. Quando il 17 agosto ha iniziato a nevicare, tutto si è ricoperto di mezzo metro di neve fresca, e per un amante della montagna, vi assicuro, è un’emozione unica, sprofondare nella neve è qualcosa di sublime…

Non posso non ricordare la simpatia dei nostri portatori, come Fidel Ali (il mio portatore e assistente operatore) che oltre a vantare un fisico d’acciaio, in un paio di giorni ha sviluppato una spiccata padronanza del materiale video, maneggiando lenti, hard disk, batterie, cavalletti quasi leggendomi nel pensiero: mitico! A lui devo sicuramente una buona parte dei meriti per la riuscita delle riprese per il documentario, e non solo dal punto di vista tecnico: era sorprendente vederlo affrontare le lunghe camminate (anche 8 ore al giorno) senza mai dimenticare i suoi doveri religiosi, oppure lavorare accompagnati dal suo canto, le cui tonalità e vibrazioni ci hanno spesso immerso in un’atmosfera incantata. In un mese di stretta convivenza non gli ho mai visto trascorrere un momento senza il sorriso sulle labbra. Grazie, Fidel!

Sistemando il materiale video per il ritorno in Italia già penso al lavoro che ancora deve essere fatto, alle idee per il montaggio, alle interviste al Prof. Smiraglia e al Prof. Hewitt, che pensiamo di effettuare in autunno a Londra, nella prestigiosissima sede della Royal Geographic Society. Tecnicamente, per queste riprese mi sono avvalso di una videocamera Sony PMW-EX3, un ottimo salto di qualità rispetto alla pur ottima Sony HVR-Z1 che avevo utilizzato fino a poco prima della partenza. Questa nuova telecamere, targata CINEALTA, si è dimostrata assolutamente perfetta per i lavori della spedizione: grande maneggevolezza anche nelle situazioni più scomode, ottima definizione, grande versatilità grazie alle ottiche intercambiabili e al sistema di registrazione esclusivamente su hard disk, fatto che ci ha permesso di operare in condizioni di basse temperature, anche a -10°C, senza alcun problema. Ottimo anche il comportamento del grande LCD (finalmente utilizzabile anche come viewfinder professionale), che non ha mostrato alcun tentennamento anche con freddo intenso, e delle schede di memoria da 32 GB, molto veloci anche nelle operazioni di rilettura e di riversamento sul computer portatile.

Un po’ a malincuore, non ci resta che completare i preparativi per il ritorno in Italia, e salutare questi luoghi meravigliosi per incamminarci verso casa con la mente affollata di ricordi e sensazioni che difficilmente dimenticheremo.

Arrivederci, Karakorum!

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